Il podcast è ormai un’abitudine. Chi ascolta podcast in Italia nel 2025 sono 12 milioni di persone tra i 16 e 60 anni – vale a dire 4 italiani su 10.
A dirlo è l’Ipsos Digital Audio Survey, che traccia bene il profilo di chi ascolta.

Chi sono gli ascoltatori
Gli ascoltatori si distribuiscono in modo abbastanza equilibrato tra uomini e donne, e risultano più presenti:
- Under 35
- Studenti/laureati e
- Professioni elevate
Tradotto: pubblico curioso, informato e “hard to reach” (cioè difficili da raggiungere per i media tradizionali), con maggior propensione verso prodotti/ servizi premium e maggiore attitudine a consigliare contenuti e brand.

Dove e quando ascoltano
- Casa al primo posto; poi auto, passeggiate e mezzi pubblici. Dedicandoci in media 40 minuti al giorno.
- Smartphone chiaramente in testa (75%), poi PC, tablet e smart TV; smart speaker ancora minoritari ma presenti.
Cosa piace (e perché rimangono)
La relazione con i podcast è stabile: per il 75% l’opinione è migliorata negli ultimi due anni e il gradimento resta alto.
- Serialità: funziona. L’82% preferisce serie podcast chiuse (le così dette Limited series) – rispetto ai daily infiniti.
- Argomento vs voce: in generale conta di più l’argomento, ma tra i 25–34 anni la voce dello speaker diventa più decisiva.
Pubblicità (sì, funziona)
Il podcast è un contesto molto ospitale per i brand:
- 81% ricorda la pubblicità ascoltata
- 53% (di chi ricorda) agisce dopo l’ascolto: cerca info (32%), ne parla (26%), acquista (16%).
Numeri in crescita anno su anno.

Cosa significa per i brand
I dati Ipsos lo confermano: l’host-read (il messaggio letto direttamente dallo speaker) si memorizza facilmente e spinge all’azione.
Nei podcast narrativi o documentaristici però può risultare un disturbo. In questi casi credo molto di più nel product placement: quando un brand entra nella storia senza spezzarla, rimane impresso senza distrazioni. È una logica che conosciamo bene dal cinema e dalle serie TV, e nei podcast può avere lo stesso effetto.
Una cosa che noto è che:
- Progettare una serie paga di più: le limited series restano ascoltabili anche anni dopo, mentre daily e weekly invecchiano in fretta.
- Curare l’arco narrativo con un autore solido è fondamentale: solo così il pubblico arriva fino in fondo.
- Scegliere argomenti forti viene prima di tutto: le voci riconoscibili fanno brillare la copertina, ma senza una scrittura robusta il podcast non regge.
Quando un brand riesce a raccontarsi con la forza di una storia, l’ascoltatore lo sente.
Qui spiego come penso e realizzo i branded podcast: Podcast narrativi e branded podcast


