Il podcast narrativo non è morto. È solo in cerca di nuove storie

Screenshot dell’articolo di Rolling Stone intitolato “Who Killed the Narrative Podcast?”, con collage investigativo e fili rossi che collegano immagini, simbolo del dibattito sul declino dei podcast narrativi.

Ogni tanto qualcuno decreta la “fine del podcast narrativo”.
L’ultima volta l’ha fatto Rolling Stone.

Ma forse c’è un piccolo equivoco:
non è il podcast narrativo a essere in crisi, è il true crime.
Quello replicato mille volte con stesso delitto, stesso mistero, stesso twist, e a volte pure stesso sponsor.

Il podcast narrativo non è finito, si sta solo trasformando.

Podcast di informazione e attualità

Collage illustrato con megafono, radio, clessidra, globo terrestre e immagini di protesta e parlamento, simbolo del ruolo dei podcast nel raccontare attualità, politica e società in modo accessibile.

Il doom scrolling è quella spirale di notizie negative in cui l’algoritmo ti trascina finché non ti ritrovi con l’ansia.

Io preferisco un’altra strada: podcast che selezionano, raccontano e spiegano le notizie più rilevanti.
Con voci riconoscibili e il tempo di capire quello che succede.

Ci sono produzioni che fanno questo lavoro benissimo: chi filtra le notizie in pochi minuti, chi racconta il mondo partendo da un’altra prospettiva e chi prova a spiegare il perché delle cose.

Più che disconnessione, è un modo diverso di restare connessi.