Dal 25 ottobre 2025 in Cina chi fa informazione su temi “sensibili” – come medicina, diritto, pedagogia o finanza – non potrà più improvvisarsi esperto.
Serve una laurea, una certificazione o una qualifica professionale.
Una mossa della Cyberspace Administration of China che nasce per contrastare la disinformazione, ma che riaccende il dibattito globale su libertà, fiducia e responsabilità nell’ecosistema dei creator.
Le nuove regole
Secondo la normativa, i creator cinesi che trattano argomenti regolamentati devono dimostrare competenze reali: una laurea, un titolo riconosciuto o un’esperienza professionale documentata.
Le piattaforme come Douyin (il TikTok cinese), Bilibili e Weibo sono chiamate a verificare queste credenziali e a segnalare i contenuti che includono informazioni non verificate o generate da intelligenza artificiale.
Non si parla solo di “buona condotta”: gli influencer dovranno anche dichiarare le fonti, indicare se hanno usato AI e inserire disclaimer quando discutono dati scientifici o legali.
Inoltre è stata vietata la pubblicità occulta di prodotti e servizi medici, inclusi integratori e alimenti “salutari”, per evitare che la promozione si travesta da contenuto educativo.
E nel resto del mondo?
La Cina non è sola in questa direzione.
Anche altri Paesi stanno iniziando a mettere ordine nel mondo degli influencer:
- In Italia, l’Agcom ha introdotto nel 2024 un codice di condotta e sanzioni per i creator più influenti che non rispettano trasparenza e pubblicità dichiarata.
- In Spagna, la nuova Ley de Influencers obbliga chi supera 1 milione di follower o 300.000 euro di fatturato annuo devono aderire a rigide linee guida pubblicitarie.
- YouTube e Instagram richiedono di etichettare i contenuti sponsorizzati (anche se l’applicazione resta ancora irregolare).
- Google, infine, utilizza il suo framework E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) per valutare i contenuti delle categorie “Your Money or Your Life” (salute, finanza, diritto): solo chi dimostra esperienza e autorevolezza compare tra i primi risultati.
Competenza, fiducia e futuro dei creator
Il trend è chiaro: la figura dei creator sta diventando più professionale e regolamentata.
Ciò che un tempo era spontaneità ora richiede trasparenza, formazione e responsabilità verso il pubblico.
Non significa la fine dell’autenticità, ma un’evoluzione inevitabile.
In un’epoca in cui chiunque può pubblicare, il valore torna a chi sa davvero di cosa parla.
E forse è un buon segno: la competenza, dopo anni di improvvisazione, torna di moda.
Conclusione
Che tu sia un influencer o un podcaster, l’autenticità oggi passa anche per la credibilità.
E questo, più che una restrizione, può essere un passo avanti per chi vuole raccontare. E non solo apparire.
FAQ: La nuova legge cinese su influencer e podcaster
Cosa prevede la nuova legge cinese sugli influencer?
Chi parla di temi come medicina, diritto, pedagogia o finanza deve possedere titoli ufficiali o certificazioni professionali, e dichiarare l’uso di AI o fonti non verificate (fonte ➚).
Come si stanno muovendo altri Paesi?
Italia, Spagna e altri Stati europei stanno introducendo regole simili per aumentare la trasparenza e proteggere gli utenti da pubblicità occulta e disinformazione. (Codice di condotta Agcom in Italia ➚).
Cosa cambia per i creator?
Il contenuto improvvisato lascia spazio a un modello più professionale: chi parla di temi sensibili come salute, finanza, diritto o pedagogia, deve avere una laurea o qualifica che certifichi le competenze.


